Archivio / TeatroPercorso Dostoevskij
Delitto e castigo
Una discesa agli inferi tra lucidità e follia
Archivio / TeatroPercorso Dostoevskij
Delitto e castigo
Una discesa agli inferi tra lucidità e follia
adattamento Alberto Oliva e Mino Manni
regia Alberto Oliva
con (in o.a.) Marco Balbi, Francesco Brandi, Maria Eugenia D’Aquino,
Massimo Loreto, Mino Manni, Sara Marconi, Giulia Merelli, Camilla Sandri, Riccardo Sinibaldi
scene Alessia Margutti
costumi Simona Dondoni
musiche originali Gabriele Cosmi
disegno luci Alessandro Tinelli
assistente alla regia Sara Marconi
produzione Teatro Franco Parenti
Incubi, visioni al confine con la follia si alternano a scene di crudo realismo fra i vicoli di San Pietroburgo, bettole e squallide stanzine da cui si origlia, si respira con affanno, si piange e si ama.
La parabola esistenziale di Raskol’nikov che uccide per sentirsi un’anima eletta e non una persona qualsiasi è il punto di partenza per un’analisi profonda sul mistero dell’uomo e sull’impossibilità di ogni giudizio che punti a dividere gli esseri umani in buoni e cattivi, vittime e carnefici, salvati e dannati.
Il giovane studente si macchia del delitto e poi sprofonda in uno stato mentale che alterna una lucidità cinica e graffiante a momenti di delirio convulso.
Attorno a lui ruotano personaggi deliziosi, dalla bella Sonja all’amico Razumichin, dalla vecchia usuraia uccisa per pochi spiccioli al disincantato Porfirji e tanti altri, in un affresco ricchissimo di umanità cui attingere per una vertiginosa discesa agli inferi.
La regia, quasi caravaggiesca per il sapiente uso delle luci, fa muovere i personaggi tra luce e ombra. È in questa che essi, a tratti, scompaiono, come inghiottiti nella notte del dubbio e delle tenebre. Lo spettacolo è un meccanismo ad orologeria molto ben congegnato. Bravi tutti gli attori.
Raffaella Roversi – Saltinaria.it





