Archivio / Incontri e LibriAssociazione Pier Lombardo
Semplice, buttato via, moderno
Il “teatro per la vita” di Gianrico Tedeschi
presentazione del libro Semplice, buttato via, moderno
Archivio / Incontri e LibriAssociazione Pier Lombardo
Semplice, buttato via, moderno
Il “teatro per la vita” di Gianrico Tedeschi
presentazione del libro Semplice, buttato via, moderno
introduzione di Enrica Tedeschi
letture di Camilla Ribechi, Sveva Tedeschi
interventi di
Luciano Zani, storico e autore della postfazione
Cip Barcellini, attore
Umberto Ceriani, attore
Questa è la storia di come nasce un attore, dall’infanzia vissuta nella cornice delle retoriche fasciste e nutrita dalla vitalità della cultura teatrale milanese, fino agli anni della guerra e della prigionia nei lager nazisti, dove recitare per gli internati italiani era questione di vita o di morte.
Dalla lunga, affettuosa intervista condotta dalla figlia, affiora il profilo di Gianrico Tedeschi (Milano, 1920), un grande protagonista e testimone del teatro italiano del dopoguerra. La biografia individuale, inevitabilmente, è anche un affresco storico-antropologico di un’epoca che ha visto affermarsi tutti i principali interpreti, drammaturghi e registi che hanno contribuito a ridefinire in senso moderno la struttura del teatro italiano.
La difficoltosa nascita del Piccolo di Milano, le opportunità offerte dall’Accademia Silvio D’Amico di Roma, le sinergie fra lotta partigiana e sostegno alla cultura e alla ricostruzione del Paese, la scuola dei grandi maestri, da Costa a Strehler, da Visconti a Ronconi, sono tutti segmenti di un racconto in cui destino personale, carriera artistica e contesto intersoggettivo sono profondamente intrecciati e traggono linfa e significato l’uno dall’altro.

